INCOSTITUZIONALE !
Comincio dalla fine del ragionamento poi , per chi ne avesse voglia , dopo i puntini segue lo sviluppo !
Il produttore di ticket mi chiedera' 1050 + 105 di iva per un totale di 1155 euro in fattura ;
In un paese normale la fattura totale sarebbe di 1050 con lo scorporo del 10 % di iva previsto sugli alimentari che non va a gravare ne' sul ristoratore ne' sul "tickettaro" essendo , come si dice in gergo , un GIRO DI POSTA !! Perche' mai il professionista che sta facendo girare l' economia e quindi sta generando contributi per le pensioni e per i dipendenti pubblici non solo non si puo' scaricare un' iva che tutta la filiera si scarica ( nel nostro caso sarebbero 95 euro incorporati nei 1050 ) ma deve anche pagarsene un 'altra su un totale gia' ivato ? Lo Stato con questo giochino va contro il proprio interesse tartassando chi dovrebbe agevolare e riesce ad applicare ad un benefit che comunque all' imprenditore costa ( pur detraendolo come spesa ) un' IVA COMPLESSIVA del 21 %…
Facciamo un esempio : decido come libero professionista di omaggiare i miei buyers con piccolissimi tagli di ticket da 7 euro l' uno ( in settori regolamentati non si puo' superare la soglia dei 25 ad oggetto per tutto l'anno ) consegnandone tre allo stesso buyer in altrettante visite ; considerando 50 buyers vengo a spendere 1050 euro . Dov'e' la truffa ? No , non negli omaggi che sono regolamentati da un severissimo protocollo etico e che non vincolano in nessun modo chichessia , ma nell' iva sull' iva (celata) che il produttore di ticket applica con il beneplacito dello stato !
una parte dei calcoli non li ho seguiti bene ma se ho ben capito il problema è nella detraibilità dell'iva sugli omaggio sulle spese di rappresentanza il problema è nella legislazione, che ovviamente fa comodo allo Stato.
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